ANI DIFRANCO

YES SHE CAN
Silvia Pellizzon
02 Gennaio 2012

DA CHE PARTE STAI?
Storia della canzone che da ottant'anni dà voce alla protesta
(Leggilo su JAM in edicola)

DEDICATO A MICHAEL
Mentore, maestro, esempio di vita
(Leggilo su JAM in edicola)

UN'INDIE NELL'ERA DELL'MP3
Intervista a Scot Fisher, co-fondatore della Righteous Babe
(Leggilo su JAM in edicola)

L'America ai tempi di Obama, l'attualità del femminismo, il diritto all'aborto, la crisi, New Orleans. La piccola grande folksinger torna all'attacco con un album elettrico in cui coniuga personale e politico. Con in testa Pete Seeger e quel vecchio tormentone: da che parte stai?

Vent'anni fa era una ragazza di Buffalo, New York, che portava le sue canzoni in giro per l'America armata solamente di voce e chitarra acustica. Rabbia ed energia sprizzavano da ogni centimetro del suo metro e mezzo d'altezza, o poco più. Antagonista, attivista, incazzata, fin da allora canta di ingiustizie, soprusi e contraddizioni del suo Paese, vissute sulla viva pelle di una donna che cerca di farsi strada in un mondo di uomini. Aveva solo 9 anni la prima volta che ha imbracciato una chitarra: da allora ha sempre mantenuto fede al proprio istinto, costruendosi una carriera contando esclusivamente sulle proprie forze e quelle di pochi, fidati collaboratori. Dalla grezza immediatezza degli esordi alla raffinatezza dei lavori adulti, ha sempre pubblicato i suoi album con la propria etichetta indipendente, la Righteous Babe, arrivando a vendere milioni di copie senza cedere a compromessi con mass media o grandi case discografiche. La sua carriera è uno schiaffo in faccia all'industria musicale in nome dell'integrità artistica e della libertà espressiva.
Da sola, si è esibita con incredibile grinta in centinaia di concerti, nel corso degli anni diversi musicisti hanno condiviso con lei il palco. È tornata a lavorare da sola (Educated Guess, 2004, disco che le è valso un Grammy), per poi instaurare nuove collaborazioni che sopravvivono tuttora, come quella col bravissimo contrabbassista Todd Sickafoose (presente da Reprieve del 2006). Il penultimo lavoro, Red Letter Year (2008), ha segnato una svolta nel percorso di Ani, nei contenuti e nelle sonorità. Per sua ammissione, ci ha mostrato una «me stessa più rilassata», un'artista in crescita come donna e madre. Ma la piccola e combattiva folksinger è figlia ed erede diretta della tradizione del folk militante e a tre anni di distanza da Red Letter Year riprende in mano la chitarra e torna a fondere sentimenti e politica con testi incisivi e ritmiche coinvolgenti.
«Mi sento frustrata, politicamente disperata», ha dichiarato. «Dopo aver scritto centinaia di canzoni, mi chiedo, oggi quanto posso spingermi oltre? Credo di aver superato una volta ancora i miei limiti nella politica e nell'arte, per vedere cosa la gente è pronta a sentire».

[Continua a leggere l'intervista in cui Ani DiFranco parla del nuovo album ¿Which Side Are You On? su JAM di gennaio in edicola]