Roger Waters

Mountain View, California, Shoreline Amphitheatre, 25 giugno 2000
Enrico Rosso
18 Giugno 2007

È notevole il colpo d’occhio sulla folla che riempie l’imponente anfiteatro dello Shoreline; purtroppo sia la sua dimensione che il suo stile Dysneyland mal si adattano alla musica da sempre marcatamente introspettiva dell’ex bassista e leader dei Pink Floyd, che riprende il suo In The Flesh Tour accompagnato da una band molto convincente. Va detto subito che lo show è di quelli da non perdere. L’inizio ricalca quello di The Wall fino ad includere Mother, con qualche opportuna modifica: The Thin Ice e la prima parte di Another Brick In The Wall vengono saltate, ed esordisce con In The Flesh (più completa) al posto di In The Flesh?. Molta gente, me compreso, alza la testa quando dal sistema surround esce il pur noto rumore d’elicottero, all’inizio di The Happiest Days Of Our Lives. La reazione del pubblico è comprensibilmente entusiastica, anche se l’acustica spesso non è all’altezza. Waters sembra commosso e ringrazia. Il pubblico si siede solo quando è il turno di Southampton Dock, seguita da Pigs On The Wing (Part 1) e Dogs, nel mezzo della quale Roger partecipa a una partita a carte messa in piedi al centro del palcoscenico. Ed è anche in questa canzone che i chitarristi solisti, Doyle Bramhall e Snowy White, hanno maggiori possibilità di mettere in mostra l’avvolgente intreccio dei loro assolo, eseguiti come allo specchio essendo Bramhall mancino. Dopo la cupa Welcome To The Machine, Roger presenta l’acclamata Wish You Were Here, stilizzandola vocalmente in maniera esemplare. Un’interminabile, splendida esecuzione di tutte le parti di Shine On You Crazy Diamond, con l’ottimo apporto delle tre coriste, chiude la prima parte. La seconda si apre con la piacevole sorpresa dell’antica Set The Controls For The Heart Of The Sun, seguita dal trittico Breath, Time e Money. Quest’ultima mette in luce anche la voce di Bramhall, a cui Roger lascerà ampio spazio anche più avanti nello show, che si avvale spesso del piacevole apporto della proiezione sullo sfondo di immagini o filmati in tema. Waters mette una particolare enfasi recitativa nel finale di Perfect Sense e prosegue alla grande tornando a Dark Side con Brain Damage ed Eclipse, dopo un paio di pezzi dalla sua carriera solista. La magica Comfortably Numb, accolta da un boato ed eseguita in versione estesa, chiude la scaletta. L’unico bis è invece un nuovo pezzo: Each Small Candle è una cupa e intensa ballata sul tema della guerra, che esplora ancora una volta, nelle parole di Roger, "il lato oscuro dell’umanità".