Mark Knopfler & Emmylou Harris

Verona, Arena, 3 giugno 2006
Ezio Guaitamacchi
10 Maggio 2007

Serata memorabile. Mark & Emmylou sfoderano classe infinita presentando canzoni e atmosfere da sogno capaci di convincere anche gli hardcore fans dei Dire Straits

Sono da poco passate le 23:30. Il pubblico dell'Arena è tutto in piedi ad applaudire i propri eroi, fiducioso di poter assistere all'ennesimo bis. Mark Knopfler ed Emmylou Harris, dal canto loro, non si fanno pregare e, di lì a poco, mano nella mano fanno il loro rientro in scena. Emmy, guardando estasiata la gente e il fantastico setting del concerto, esclama: "Questa è una serata che non potrò mai dimenticare". I due attaccano una deliziosa versione acustica di Why Worry, con due chitarre e due voci che ricamano armonie deliziose e che vale da sola il prezzo del biglietto. Al pianoforte, Guy Fletcher aggiunge un ulteriore tocco di classe.

Il brano chiude un concerto magnifico, intenso e passionale ma soprattutto esteticamente appagante in cui i due protagonisti hanno condiviso il palco in modo simbioticamente equilibrato. Oltre al repertorio del loro recente e acclamatissimo progetto All The Roadrunning (eseguito quasi per intero) Mr. Dire Straits e la seducente regina della country music hanno proposto alcuni classici dei rispettivi repertori mandando in visibilio il pubblico. Già, perché anche in questo caso la complicità artistica ha prodotto risultati straordinari. D'altronde, quando mai Emmylou (che pur, in trenta e passa anni di carriera, ha saputo circondarsi di musicisti eccellenti) ha potuto contare su un "chitarrista" prodigioso come Knopfler? E quando mai, lo stesso Mark ha avuto una "corista" con il talento della Harris? Infine, quando mai entrambi hanno potuto contare su un ensemble anglo-americano top level in cui (oltre ai "soliti" Guy Fletcher e Danny Cummings) si sono visti due tra i più quotati session men di Nashville (Stuart Duncan, violino e mandolino, più Matt Rollings, pianoforte e fisarmonica) duettare insieme a un prodigio come Richard Bennett, mago degli strumenti a corda?

Che il concerto fosse speciale lo si è capito da subito. Dopo il folgorante inizio con la fantastica Right Now, che ha aperto le danze, Emmylou ha infatti pennellato una Michaelangelo da brividi, riproposto Born To Run e deliziato persino i palati più delicati con From Boulder To Birmingham, suo personalissimo omaggio alla figura carismatica di Gram Parsons. Mentre Mark ha proposto un'intensa e bluesatissima Song For Sonny Liston, una suadente Done With Bonaparte e soprattutto una Romeo And Juliet davvero stratosferica. L'ossatura portante è stata quella dei brani di All The Roadrunning tra i quali, molto apprezzati, Belle Star, Red Staggerwing e, soprattutto, This Is Us. Le voci di Mark e Emmylou, anche dal vivo, sono state perfette. Così come perfetto è stato il clima generale del concerto in cui lo stesso Knopfler ha mostrato (assai più del solito) di essere a suo agio sia dal punto di vista personale che artistico. Divertenti le sue presentazioni e semplicemente stellari i suoi solo. Emmylou Harris, ma questa non è una novità, era radiosa. D'altronde, la sua raffinata arte, la sua eleganza estetica, la sua inconfondibile voce non hanno paragoni nell'attuale panorama internazionale: qui, siamo al cospetto di una vera, grande regina della musica.

Per noi, come per lei, una serata indimenticabile.