Bruce Springsteen And The Seeger Sessions Band

Assago (MI), DatchForum, 12 maggio 2006
Paolo Vites
11 Maggio 2007

Con una band semplicemente formidabile in cui spiccano fiati arrembanti, un batterista straordinario e coristi da favola, Springsteen si esalta in una sarabanda di suoni e colori

"Una preghiera per New Orleans e una per tutti voi": quando esegue una intima When The Saints Go Marching In alla fine di un concerto - che per chi scrive è stato il suo più bello da quando sbarcò da queste parti nel 1985 - Bruce Springsteen si dimostra capace di far pregare un pubblico di 12mila persone che fino ad allora avevano cantato e urlato a squarciagola per quasi tre ore. Potenza di un performer unico che tiene in mano il pubblico come nessun altro (il boato che si è udito al Forum quando ha detto che sarebbe tornato in autunno è stato il più potente mai sentito in quel palazzetto) e che soprattutto, là dove i Bob Dylan, gli Stones, i Paul McCartney si sono fossilizzati su una seppur dignitosa riproposizione standard del proprio songbook, è capace di sfidarsi e aprirsi nonostante l'età a nuove avventure musicali.

Il Forum di Assago si è così trasformato in un incandescente carnevale di New Orleans come da queste parti nessuno aveva mai avuto l'occasione di prendervi parte: merito di una band semplicemente straordinaria (ci domandiamo se i membri della E Street Band avranno ancora il coraggio di accompagnare Bruce) che, come già successo nel biennio 1992-93 seppur con minor tasso tecnico, permette a Springsteen di esplodere letteralmente in un calderone che mette insieme soul, gospel, dixieland, zydeco, cajun, irish music, funk, R&B, rock'n'roll e anche un po' di folk music. Il modo in cui ha riscritto brani "minori" del suo repertorio (Johnny 99, Open All Night, Ramrod, You Can Look But You Better Not Touch, Cadillac Ranch, quest'ultima in medley con Mystery Train) trasformandoli in roventi cavalcate R&B la dice lunga di quanto Bruce con una band così sia in grado di tirare fuori aspetti musicali che altrimenti gli vengono negati.

Se i brani di The Seeger Sessions (unica nota negativa della serata - oltre alle stonature di Patti Scialfa - qualunque accenno da parte di Springsteen all'ispiratore di tutto quanto, Pete Seeger) in resa live si esaltano e diventano travolgenti incitazioni al ballo e al canto, meritano menzione la bellissima resa in pura soul music anni 60 di How Can A Poor Man Stand Such Times And Lives? (del bluesman Blind Alfred Reed, di cui Springsteen ha riscritto appositamente alcune strofe dedicandole a New Orleans), il gospel cantato a 12mila voci di una impressionante My City Of Ruins nella sua versione definitiva che fa del Forum la più grande chiesa battista al mondo, impressionando in modo evidente lo stesso Springsteen, e una sommessa e ispirata We Shall Overcome.

Da menzionare l'apparizione per niente pubblicizzata all'interno della Seeger Sessions Band di Chocolate Genius, che in diversi brani ha duettato con Bruce alla voce solista.

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