Bob Dylan

Civic Center Auditoriom, San Francisco, California, 13 ottobre 2001
Enrico Rosso
17 Maggio 2007

La gente, nella coda che fa il giro completo attorno all'auditorium già un paio d'ore prima dell'inizio dello show, è bersaglio di continue richieste di biglietti extra; neanche uno dei 7.000 biglietti è infatti in vendita oggi per il passaggio del Never Ending Tour a San Francisco, con funzione anche promozionale per l'ultimo disco di Bob Dylan.

Il pubblico si è già spellato le mani quando la band esce e Dylan, senza un saluto né uno sguardo al pubblico, attacca il classico country Wait For The Light To Shine, di Fred Rose. Colpisce subito la ricercatezza dell'arrangiamento acustico, con tanto di mandolino, e soprattutto l'accurata ricerca dell'armonia vocale, insolita per Dylan.

La prima parte dello show si mantiene strettamente acustica, visitando anche Searching For A Soldier's Grave di Johnnie Wright, che, come una grande e fortemente sincopata Masters Of War, suona come un grave ammonimento per tutti in questo momento estremamente delicato.

Il primo pezzo nuovo, e anche il primo elettrico, è l'inquietante Tweedle Dee & Tweedle Dum. Dylan, come suo solito, eccede spesso negli assolo di chitarra, lasciandone solo spiccioli ai suoi più virtuosi compagni, ma, almeno nella bella versione di Simple Twist Of Fate e in Love Minus Zero, riesce a tirare fuori dei passaggi non solo apprezzabili ma persino accattivanti.

Il pubblico non nasconde la sua soddisfazione, anche perché il canto di Bob, marcatamente recitativo, riesce spesso a caricare la canzone di tutto il suo potenziale impatto emotivo. Questo è specialmente vero per A Hard Rain's A-Gonna Fall, una riarrangiata e commovente Things Have Changed e per la delicata Sugar Baby, sicuramente un highlight di Love And Theft, che mette a tacere il pubblico per tutta la sua durata.

Bob suona l'armonica con buoni risultati in I Don't Believe You e Simple Twist Of Fate, accompagnandola con ampi movimenti del braccio. La band è praticamente perfetta e Bob interrompe il flusso di una prorompente Rainy Day Women #12 & 35 per dedicarle le uniche parole della serata, scherzando sul batterista ("The only drummer around who's better than no drummer at all") e lodando "the most extraordinary Tony Garnier".

Guasti tecnici disturbano Like A Rolling Stone e soprattutto Drifter's Escape, il cui arrangiamento fra l'altro non convince, al termine della quale Dylan nasconde come può il suo disappunto. Sorprende, nei bis la modifica agli accordi finali del popolarissimo ritornello di Knockin' On Heaven's Door, eseguito a tre voci.

Alla fine Dylan risponde alla standing ovation con il massimo della sua espansività, facendo seguire a un po' di stretching al collo e alle spalle un lungo accenno di inchino accompagnato da lievi cenni con la testa.

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